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La Musica

La musica tradizionale sarda è tra le più ricche e caratteristiche del Mediterraneo, la varietà dei suoni e la particolarità dei canti la rendono inconfondibile. Il gruppo San Pietro muove i primi passi di danza accompagnati dal suono da su suittu (Flauto a becco). Si  tratta di un unico pezzo di canna con l’estremità superiore tagliata ad angolo acuto, presenta inoltre quattro o cinque fori per le dita a seconda della zona di provenienza. Su suittu è l’antico strumento del pastore, veniva suonato per rompere la noia nei pascoli.launeddas

Nella tradizione asseminese, in occasione della cerimonia dell’incontro il giorno di Pasqua, il gruppo era solito accompagnare la Madonna e il Cristo risorto al rientro in chiesa, arrivati nella piazza si ballava accompagnati dal suono de is campanas della chiesa parrocchiale di San Pietro. Il campanaro del paese, dopo aver tenuto legate le campane nel periodo della settimana santa, suonava a festa dando libero sfogo allo scampanio de is campanas de gloria.

Uno dei strumenti che accompagna i balli in tutta la Sardegna è s’ organittu (l’organetto). I primi esemplari  compaiono nell’isola alla fine del 1800. Nel corso degli anni si diffonde in tutta la Sardegna privilegiando le regioni centro-settentrionale. La sua caratteristica di strumento polifonico lo rende adatto per l’accompagnamento della danza.  Oltre a su organittu nei primi decenni del ‘900 fa la sua comparsa la firsamonica, che oggi sono i due strumenti che accompagnano la maggior parte dei balli del gruppo “San Pietro”.

Ma lo strumento più suggestivo della tradizione sarda, che per anni ha accompagnato su ballu campidanesu sono le launeddas. Venivano suonate non solo durante i balli, ma accompagnavano anche le processioni religiose. E’ composto da tre tubi di canna mancosedda, mancosa e tumbu, di lunghezza differente e viene generalmente costruito da chi lo suona, diventando cosi uno strumento strettamente personale e dal suono unico in ogni suo esemplare.organetto diatonico

I suonatori che collaborano con il gruppo sono Orlando Carta di Suelli alla fisarmonica e Luca Schirru di Selargius all' organetto diatonico, entrambi accompagno il gruppo anche con il suono delle launeddas.

In occasione di processioni o cerimonie religiose il gruppo si esibisce nel canto de Is Goccius (Canti Sacri). La parola goccius deriva dal latino gaudium, che ha significato di gaudio e di lode dei Santi. È proprio la lode e l’invocazione ai Santi il tema principale di questi Inni, scritti in prevalenza da preti o da religiosi. La devozione verso i Santi si manifestava in vari modi, una di queste era il canto. Ma non solo ai Santi sono indirizzate queste invocazioni, infatti esistono quelle per la Madonna, dove sono presenti prevalentemente espressioni di lode celebrativa, di contemplazione e di esaltazione; e per il Cristo, a cui non si chiedono grazie materiali, ma la forza e il coraggio necessari per non peccare più. Questi componimenti, senza contarli dal punto i vista letterario, hanno permesso che la memoria e i prodigi dei santi venissero tramandati e impedendo cosi che fossero perduti per sempre, consentendo ad un immenso patrimonio culturale e ideale di non venire dimenticato.